Rendere più viva la memoria legandola agli impegni quotidiani. Coinvolte anche le scuole
In questi ultimi anni l’ala militare della mafia si è assai indebolita. La magistratura inquirente e le forze dell’ordine le hanno inferto più di un duro fendente che ha minato la sua organizzazione. Ma da qui a dire che quel cancro che ha lacerato e lacera la Sicilia, qual è la mafia, sia prossimo a essere debellato il passo è lungo. Proprio perché ricca di ramificazioni, le più subdole e ambigue, e perché la mentalità a essa
sottesa rimane tuttora radicata in tanti siciliani e anche in 'continentali' ('La palma va al Nord' ammoniva Sciascia avvertendo dell’espansione nel Settentrione di costumi e prassi di 'Cosa Nostra'), la mafia costituisce ancor oggi un nemico contro cui affinare e moltiplicare le armi per combatterla.
Ne sono ben consapevoli il 'Centro siciliano di documentazione Peppino Impastato' e l’editore trapanese Crispino Di Girolamo, dalla cui collaborazione è nata 'L’Agenda antimafia 2011', una testimonianza concreta e intelligente di contrasto alla mafia.
Quando si avvicina la fine dell’anno proliferano le agende, spesso eleganti e sfiziose, su cui fissiamo gli appuntamenti della nostra quotidianità. Non ci curiamo tanto di ciò che per ciascuno dei 365 giorni dell’anno vi si trova scritto, il più delle volte trattandosi di informazioni commerciali. L’idea di un’agenda che lega i momenti della nostra vita alla storia della peggiore delle criminalità organizzate non solo è originale, ma soprattutto è un modo per tenere sempre desta, in tutti noi, l’attenzione nei confronti della mafia, ricordandoci il male che ha fatto alla terra in cui viviamo e l’efferatezza che la connota. E ricordandoci pure, in un momento in cui molti, ipocritamente, si attribuiscono meriti, per lo meno dubbi, nella lotta a 'Cosa Nostra' ( 'L’italiano è sempre pronto a saltare sul carro dei vincitori' sentenziava Flaiano) di chi con coraggio e abnegazione si è davvero opposto alla mafia, spesso pagando il prezzo più alto, quello della propria vita.
L’agenda, curata da Anna Puglisi e Umberto Santino, fondatore e presidente del 'Centro Impastato', ha un altro merito: l’avere coinvolto il mondo della scuola. Presidi, docenti, ragazzi di scuole elementari e medie, spesso di zone 'difficili', hanno contribuito alla realizzazione del progetto con disegni, riflessioni, iniziative legati, in senso lato, alla cultura della legalità e della solidarietà sociale. Non diceva Gesualdo Bufalino che la vera speranza contro la mafia va riposta nei ragazzini della scuola elementare?In questi ultimi anni l’ala militare della mafia si è assai indebolita. La magistratura inquirente e le forze dell’ordine le hanno inferto più di un duro fendente che ha minato la sua organizzazione. Ma da qui a dire che quel cancro che ha lacerato e lacera la Sicilia, qual è la mafia, sia prossimo a essere debellato il passo è lungo. Proprio perché ricca di ramificazioni, le più subdole e ambigue, e perché la mentalità a essa sottesa rimane tuttora radicata in tanti siciliani e anche in 'continentali' ('La palma va al Nord' ammoniva Sciascia avvertendo dell’espansione nel Settentrione di costumi e prassi di 'Cosa Nostra'), la mafia costituisce ancor oggi un nemico contro cui affinare e moltiplicare le armi per combatterla. Ne sono ben consapevoli il 'Centro siciliano di documentazione Peppino Impastato' e l’editore trapanese Crispino Di Girolamo, dalla cui collaborazione è nata 'L’Agenda antimafia 2011', una testimonianza concreta e intelligente di contrasto alla mafia.
Quando si avvicina la fine dell’anno proliferano le agende, spesso eleganti e sfiziose, su cui fissiamo gli appuntamenti della nostra quotidianità. Non ci curiamo tanto di ciò che per ciascuno dei 365 giorni dell’anno vi si trova scritto, il più delle volte trattandosi di informazioni commerciali. L’idea di un’agenda che lega i momenti della nostra vita alla storia della peggiore delle criminalità organizzate non solo è originale, ma soprattutto è un modo per tenere sempre desta, in tutti noi, l’attenzione nei confronti della mafia, ricordandoci il male che ha fatto alla terra in cui viviamo e l’efferatezza che la connota. E ricordandoci pure, in un momento in cui molti, ipocritamente, si attribuiscono meriti, per lo meno dubbi, nella lotta a 'Cosa Nostra' ( 'L’italiano è sempre pronto a saltare sul carro dei vincitori' sentenziava Flaiano) di chi con coraggio e abnegazione si è davvero opposto alla mafia, spesso pagando il prezzo più alto, quello della propria vita.
L’agenda, curata da Anna Puglisi e Umberto Santino, fondatore e presidente del 'Centro Impastato', ha un altro merito: l’avere coinvolto il mondo della scuola. Presidi, docenti, ragazzi di scuole elementari e medie, spesso di zone 'difficili', hanno contribuito alla realizzazione del progetto con disegni, riflessioni, iniziative legati, in senso lato, alla cultura della legalità e della solidarietà sociale. Non diceva Gesualdo Bufalino che la vera speranza contro la mafia va riposta nei ragazzini della scuola elementare?
Fonte SiciliaInformazioni - Link: http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/110111/agenda-antimafia-2011.htm
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